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Diagnoisi per la Tiroide
diagnosi tiroide

Diagnosi Tiroide


cura e prevenzione della “ghiandola della vita”

La tiroide è spesso identificata con la definizione di “ghiandola della vita” per il ruolo fondamentale che assume nel corretto funzionamento dell’intero organismo. Questo motiva la necessità, sia in fase preliminare che in uno stato avanzato di eventuali malattie derivanti da anomalie congenite, di una corretta diagnosi tiroidea.

La tiroide è una ghiandola endocrina (aggettivo che ne rivela le capacità di secrezione interna di ormoni), posizionata nella zona anteriore del collo. Presenta la forma caratteristica di una farfalla, possiede una superficie liscia, una consistenza molle ed una colorazione tendente al rosso intenso. Peso e dimensioni invece variano a seconda di fattori individuali e contestuali, quali età e sesso del soggetto o anche ambiente in cui si vive.

La tiroide comprende due lobi collegati da un ponte stretto definito istmo e posteriormente presenta 4 ghiandole piuttosto piccole, che prendono invece il nome di paratiroidi.

diagnosi per la tiroide

Tutto il complesso tiroideo è costituito da due componenti endocrine che producono rispettivamente gli ormoni tiroidei T3 e T4 e la calcitonina.

È la tiroide a gestire il dispendio energetico necessario per un regolare funzionamento del nostro corpo, tenendo sotto controllo la velocità dei battiti del cuore e la pressione, il livello di colesterolo, il peso corporeo, la forza muscolare, le condizioni della pelle, dei capelli, delle unghie, la prontezza mentale, la parola, la vista, il ritmo delle mestruazioni e numerose altre funzioni.

Per la riuscita di una tale mole di lavoro, questa ghiandola necessita delle giuste dosi di iodio, che noi assumiamo alimentandoci: gli specialisti consigliano un apporto giornaliero di 150 microgrammi (250 per le donne incinte) di iodio, ovviamente in assenza di condizioni fisiche tali da richiedere un trattamento medico personalizzato. L’eventuale carenza di questo elemento può provocare malformazioni come i noduli tiroidei, che in casi rari ma comunque non trascurabili possono anche trasformarsi in tumori.

Ciò evidenzia ancora una volta l’importanza vitale di eseguire controlli periodici per agevolare la precisione e la tempestività delle diagnosi per la tiroide.

Negli ultimi anni in effetti si è assistito ad un aumento delle malattie della tiroide, che comunque, se trattate preventivamente attraverso controlli specialistici ed un comune esame del sangue, possono essere fronteggiate con successo, senza rischi di complicanze cardiovascolari, ossee e metaboliche.

Nel processo di individuazione della malattia, il primo step per la diagnosi disfunzione tiroidea è rappresentato dal riconoscimento dei sintomi: anemia, ansia, aumento di peso, caduta dei capelli, depressione, dimagrimento, disfunzioni sessuali, dolori muscolari, insonnia, irregolarità mestruali, modificazioni della voce, scarsa adattabilità al freddo o al caldo, tachicardia, tremori. Tutte queste sono criticità fisiche che plausibilmente possono avere attinenza con malfunzionamenti della tiroide. Tali sintomi risultano più evidenti nei casi di ipertiroidismo, quando si riscontrano sotto forma di tremori, palpitazioni, ipersudorazione o dimagrimento improvviso ed eclatante. Più difficile invece riconoscere fenomeni di ipotiroidismo dietro sintomi vaghi e generici come stanchezza, poca reattività mentale, stipsi, gonfiore, oltre ad un fuorviante stato ansioso-depressivo.

A questo punto si è giunti quindi alla fase cruciale all’interno di una diagnosi per la tiroide, quella dedicata agli esami che dovranno confermare o meno l’effettiva anomalia supposta in base ai sintomi riscontrati. Allo stato attuale delle ricerche in ambito medico, il test di dosaggio dell’ormone THS (che stimola la produzione di T3 e T4 nella tiroide) rappresenta sicuramente il metodo più accurato per verificare il corretto funzionamento della ghiandola della vita. Nel dettaglio si tratta di un semplice esame del sangue mirato alla registrazione dei livelli di THS appunto. Un livello sotto la norma va letto come un’attività eccessiva della tiroide – ipertiroidismo; valori elevati invece presuppongono un impegno ridotto della ghiandola – ipotiroidismo.

I livelli molto sensibili di dosaggio, addirittura infinitesimali, non sfuggono comunque a metodi statistici e attrezzature tecniche all’avanguardia che oggi riescono a diagnosticare precocemente disfunzioni della tiroide, prevendendo così l’insorgere di malattie anche gravi.

Analizziamo quindi quali possono essere le principali patologie riscontrabili durante una diagnosi tiroidea, derivanti da problemi alla ghiandola:

  • Ipotiroidismo: si verifica quando la ghiandola produce un quantitativo insufficiente di ormoni. Tra le cause più frequenti che comportano il palesarsi di questo disturbo, vanno sicuramente annoverate malattie autoimmuni (quando il sistema immunitario attacca le cellule e gli ormoni della tiroide scambiandoli per una minaccia da combattere), rimozione chirurgica parziale o totale della tiroide, radiazioni (stati particolarmente avanzati di morbi come il cancro alla tiroide vengono talvolta curati mediante iodio radioattivo per distruggere la tiroide), ipotiroidismo congenito (alcuni neonati nascono senza tiroide, in altri invece si è formata solo parzialmente o magari nel posto sbagliato), tiroiditi o altri disturbi alla tiroide, danni all’ipofisi (che regola la produzione ormonale della tiroide).

L’ipotiroidismo provoca un rallentamento delle funzioni corporee, con conseguenti stanchezza, stitichezza, secchezza della pelle e altri sintomi già citati sopra. L’ipotiroidismo, benché non possa essere guarito in maniera definitiva, può comunque essere tenuto sotto controllo, ripristinando i normali livelli ormonali di T4 e TSH anche attraverso un trattamento farmacologico. Indispensabile sempre rivolgersi a specialisti che sappiano guidarci nel processo di diagnosi alla tiroide.

  • Ipertiroidismo: in questo caso, al contrario del precedente, riscontriamo una produzione eccessiva di ormoni da parte della ghiandola tiroidea. Anche qui le cause scatenanti possono essere varie: morbo di Basedow, gozzo o nodulo iperfunzionante, tiroiditi, tumori e metastasi ovariche. I sintomi, invece, sono pressappoco sempre gli stessi citati già più volte: stanchezza cronica, perdita di peso, intolleranza al caldo, disturbi mestruali, e altri.

L’approccio all’ipertiroidismo può essere di tre tipi: farmacologico, radiometabolico, chirurgico. La scelta dipende dall’entità della patologia e dalle caratteristiche psicofisiche della paziente.

  • Tiroidite: consiste in un’infiammazione più o meno acuta della ghiandola tiroidea. La forma più comune di tiroidite è quella di Hashimoto, che colpisce il 5% della popolazione adulta (soprattutto tra le donne); molto frequente anche la tiroidite post-partum, in cui si imbattono il 5-9% delle donne appena dopo il parto (solitamente però si tratta di una condizione transitoria).

Dall’analisi finora condotta e argomentata in questo testo è evidente la necessità, da un punto di vista terapeutico e preventivo, di inquadrare con precisione ed immediatezza lo stato funzionale della tiroide attraverso una diagnosi accurata e tempestiva.

Diagnosi tiroide” precisa significa maggiori percentuali di individuare la terapia più corretta ed efficace per il paziente.

Questo è il principio su cui si basa ad esempio il “Thyroid Service: all in a few hours” del CMSO – Centro Medico Specialistico Orio, che riesce a concentrare in sole 3 ore tutti i principali esami diagnostici previsti per un adeguato approccio alle disfunzioni della tiroide:

-          Ecografia tiroidea: assolutamente indolore e non invasivo, questo esame ci fornisce già preziose informazioni sulla morfologia della ghiandola e sui linfonodi delle aree limitrofe.

-          Analisi del sangue: effettuate per gli ormoni e gli anticorpi tiroidei e, qualora si rivelasse necessario, anche per i marcatori tumorali.

-          Esame citologico con agoaspirato del nodulo/i tiroideo/i eco-guidato: una semplice e rapida puntura del nodulo che consente di aspirare materiale cellulare da analizzare poi in laboratorio.